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Controllo della specie cinghiale
Allo stato attuale, l’aumento della popolazione
del cinghiale in Umbria è uno dei rapporti tra
uomo ed ambiente naturale, sempre più complesso
e necessita di adeguati momenti di riflessione e
attente politiche di gestione.
Il
cinghiale esercita un forte impatto negativo
sulle attività agricole e ciò determina il
sorgere di contrasti tra cacciatori e
agricoltori, in quanto non favorisce di certo la
buona disponibilità dei proprietari a concedere
in “fruizione” i fondi per l’attività venatoria.
Ad oggi il territorio a caccia programmata e
protetto della Provincia (ATC PG1 ed A.T.C. PG2
per un totale di 342.325,38 ha) risulta
suddiviso in area vocata biologica-economica
alla presenza del cinghiale dove è possibile la
caccia in forma collettiva ed area non vocata
biologica-economica alla presenza del cinghiale
dove non è possibile la caccia in forma
collettiva. |